Gatti

    Nodi nel pelo del gatto: perché si formano e come toglierli senza fargli male

    Un gatto a pelo lungo può passare da qualche nodo a un mantello infeltrito in poche settimane. Ecco dove si formano per primi, perché le forbici sono la strada sbagliata e quando conviene affidarlo a mani esperte.

    Gatto a pelo lungo durante la toelettatura

    Perché anche un gatto che si pulisce da solo fa i nodi

    Il gatto passa buona parte della giornata a curarsi il pelo, e questo porta molti proprietari a pensare che la toelettatura sia superflua. Vale per i gatti a pelo corto, non per quelli a pelo lungo: la lingua districa la superficie, ma il sottopelo morto resta sotto e si compatta.

    A questo si aggiungono le zone che il gatto non raggiunge bene. La schiena bassa e la base della coda sono i punti dove i nodi compaiono per primi, e sono anche quelli che il proprietario guarda meno, perché il gatto visto dall'alto sembra a posto.

    I cinque punti da controllare ogni settimana

    • Schiena bassa e groppa: la zona che la lingua raggiunge peggio, soprattutto nei gatti anziani.
    • Ascelle e interno coscia: il pelo si sfrega a ogni movimento e si attorciglia su se stesso.
    • Collare e petto: nei persiani è la zona con più pelo in assoluto.
    • Dietro le orecchie: pelo sottile che si annoda in pochi giorni.
    • Zona perianale e sotto la coda: qui il problema diventa igienico oltre che estetico.

    Perché le forbici sono la strada sbagliata

    È l'errore che vediamo più spesso, ed è quello che può finire peggio. La pelle del gatto è sottile e molto più elastica di quella del cane: quando si afferra un nodo e lo si solleva per tagliarlo alla base, sotto viene su anche un lembo di cute che non si vede, perché il nodo la nasconde. La forbice arriva lì.

    Un taglio del genere non sanguina sempre subito e si scopre a distanza di ore. Se un nodo è troppo stretto per il pettine, la cosa giusta è fermarsi: si toglie con la tosatrice, che lavora piatta sulla pelle e non può sollevarla.

    Cosa si può fare a casa

    Finché il nodo si apre con le dita, si lavora dall'esterno verso l'interno: si tiene la base del pelo ferma con una mano, vicino alla pelle, e con l'altra si districa dalla punta, un pezzetto alla volta. Tenere la base è la parte che cambia tutto, perché evita di tirare la cute a ogni passata.

    Per la routine servono due strumenti soltanto: un pettine a denti larghi per aprire e uno a denti fitti per rifinire. Meglio due minuti tutti i giorni che mezz'ora una volta al mese, perché quella mezz'ora il gatto se la ricorda e la volta dopo non si fa avvicinare.

    Quando serve il toelettatore

    Il confine è semplice: quando il nodo non si apre più con il pettine e si è attaccato alla pelle, oppure quando il gatto non si lascia più toccare in quella zona. Sotto un mantello infeltrito la pelle non respira, resta umida e si arrossa, e a quel punto il tempo passato a insistere a casa peggiora sia la cute sia il rapporto con il gatto.

    In salone si lavora con la tosatrice sulle zone compromesse e, dove serve, con una tosatura igienica limitata a pancia e zona perianale. Per un gatto a pelo lungo una seduta ogni due o tre mesi è quello che di solito basta per non arrivare mai al punto critico. Come funziona da noi lo trovi nella pagina Toelettatura gatti a Brugherio, con i prezzi indicativi nella pagina Prezzi.

    Il nodo non è solo estetica

    Un mantello pieno di nodi tira la pelle a ogni movimento, quindi il gatto si muove meno e si pulisce meno, e questo fa aumentare ancora i nodi. In più il pelo morto che non viene rimosso finisce ingerito durante la pulizia e si trasforma in boli di pelo. Interrompere il ciclo presto è molto più semplice che uscirne dopo.

    In questo articolo

    • Perché si formano i nodi
    • I cinque punti da controllare
    • Perché mai con le forbici
    • Cosa fare a casa
    • Quando serve il toelettatore
    • Domande frequenti

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